Le competenze del Procuratore Generale presso la Corte d'Appello

Il Procuratore Generale della Repubblica rappresenta l'ufficio del Pubblico Ministero presso la Corte d'Appello e nei rapporti esterni la magistratura requirente dell’intero distretto.

Egli esplica attribuzioni di vario tipo, sia nel settore penale come in quello civile e amministrativo. La sua funzione primaria è quella di vigilare sull'osservanza delle leggi e sul corretto e uniforme esercizio dell'azione penale nonché eseguire i provvedimenti del giudice che abbiano acquisito definitività.

Il Procuratore Generale presso la corte di appello esercita la vigilanza sulle attività delle Procure della Repubblica presso i Tribunali del proprio distretto sia direttamente sia attraverso i suoi sostituti, acquisisce dati e notizie dalle procure della Repubblica del distretto ed invia al procuratore generale presso la Corte di cassazione una relazione almeno annuale. ( art.6 Dlgs 106/2006 )
Egli assicura il rispetto del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e in caso di inerzia del PM nell’esercizio dell’azione penale può disporre l’avocazione delle indagini su richiesta della persona offesa dal reato.

Egli esercita le predette funzioni grazie alle seguenti disposizioni:
  • art. 127 disp. att. c.p.p che, al fine di consentire al PG di disporre l’eventuale avocazione delle indagini impone al Pubblico Ministero di primo grado di informare settimanalmente il Procuratore Generale in merito alle notizie di reato pervenute ai singoli uffici di Procura per le quali non sia stata richiesta l’archiviazione né sia stata esercitata l’azione penale entro i termini previsti dalla legge o prorogati dal giudice;
  • art. 409 comma 3 c.p.p. che prevede che il Procuratore Generale debba essere informato delle eventuali opposizioni proposte dalle persone offese alla richiesta di archiviazione, nonché del mancato accoglimento, da parte del G.I.P., della richiesta di archiviazione presentata dal P.M., norma che si collega alla possibilità, di cui all’art 412 c.p.p., di avocare le indagini preliminari assumendo tutti i poteri dell’organo avocato in ordine all’esercizio dell’azione penale;
  • art 413 c.p.p. che, nei soli casi di inerzia del PM, riconosce al Procuratore Generale un potere di avocazione a richiesta della persona sottoposta ad indagine o della persona offesa dal reato;
  • art 372 c.p.p. che riconosce al Procuratore Generale un generale potere di avocazione, connesso a problemi di funzionalità dell’organo di primo grado derivanti dall’astensione o incompatibilità di un magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale che non sia stato possibile sostituire tempestivamente nonché, per indagini collegate relative a reati di particolare gravità (gravi reati contro la personalità interna ed internazionale dello Stato, di terrorismo o di strage), dall’impossibilità di un effettivo coordinamento delle indagini ovvero dall’esito negativo delle riunioni di coordinamento;
  • art. 110 Ord. Giud che, nell’ottica della funzionalità degli uffici, attribuisce al PG la competenza a procedere, in caso di assenza o di vacanza di magistrati, anche in mancanza o contro il parere dei Procuratori della Repubblica interessati, alle supplenze ed alle applicazioni di magistrati presso uffici diversi da quelli di appartenenza, quando le esigenze dei rispettivi uffici o complessivamente del servizio lo impongano;
  • artt 52 e 54 c.p.p. , per effetto dei quali, il Procuratore Generale ha, rispettivamente, il potere di risolvere i contrasti di competenza tra diversi uffici del distretto e quello di decidere sulle dichiarazioni di astensione dei Procuratori della Repubblica.
Nel nuovo sistema processuale penale, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello ha una funzione di fondamentale rilievo, ed è quella di rendere effettivo il principio di coordinamento delle indagini previsto dall’art. 371 c.p.p.

A tal fine, ai sensi dell’art. 118 bis disp. att. (articolo introdotto dal D. L.vo 14.1.1991, n. 12), i Procuratori della Repubblica del Distretto devono dargli comunicazione dei procedimenti riguardanti i reati indicati dal comma 2°, lettera a) dell’art. 407 c.p.p. presso di loro pendenti ed il Procuratore Generale, se rileva trattarsi di indagini collegate, ne dà segnalazione ai Procuratori interessati. Più ampiamente, tra le attribuzioni del Procuratore Generale, rientrano quelle contemplate dagli articoli 73,74 e 75 dell’Ordinamento giudiziario (RD 30 gennaio 1941 n.12), in materia penale, civile ed amministrativa.

Relativamente al secondo grado di giudizio il P.G. ha il potere di gravame in ordine alle sentenze dei giudici penali del distretto e partecipa alle udienze penali della Corte d'Appello e della Corte d'Assise di Appello.

Tra le altre attribuzioni in materia penale si possono segnalare , inoltre:
  • le richieste di misure cautelari personali e patrimoniali;
  • le requisitorie nei procedimenti per risarcimento dei danni da ingiusta detenzione nel distretto e per revisione di sentenze definitive emesse in altro distretto per cui è competente ex art.11 c.p.p.;
  • le richieste alla Corte d’Appello del distretto competente di emettere sentenza di revisione di una condanna nei casi previsti dall'articolo 630 c.p.p.;
  • le esecuzioni delle sentenze di condanna della Corte d’Appello che siano divenute esecutive apportando modifiche sostanziali alle decisioni di primo grado;
  • la partecipazione alle udienze del Tribunale di sorveglianza e la proposizione di pareri nonché la presentazione di conclusioni scritte su tutte le istanze che vengono presentate dai condannati o dai loro difensori relativamente alla sospensione della pena, ai benefici penitenziari, ai permessi, con potere di ricorrere in Cassazione in caso di violazione di legge o errore di diritto;
  • l’istruttoria delle domande di Grazia presentate alla Procura Generale e la formulazione di pareri su quelle presentate al magistrato di sorveglianza;
  • il rilascio delle autorizzazioni agli organi competenti ex art. 4 della legge 31.07.2005 n. 155 per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 226 norme di att. c.p.p. quando siano ritenute indispensabili per la prevenzione di attivita' terroristiche o di eversione dell'ordinamento.
Altre attribuzioni riguardano l'attività di cooperazione in ambito nazionale ed internazionale. Così, in ambito nazionale, il Procuratore Generale ha il compito di concordare con gli altri Procuratori Generali l'organizzazione e la competenza territoriale delle indagini in caso di reati commessi in diversi distretti e, in ambito internazionale, ha la funzione di corrispondente nazionale Eurojust, unità di cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri dell'U.E. in relazione ai procedimenti penali riguardanti reati gravi soprattutto quelli di criminalità organizzata.


Inoltre è Interlocutore Privilegiato del Ministero della Giustizia per tutti gli Affari Internazionali. In particolare, il codice di procedura PENALE gli riconosce delle competenze esclusive in materia estradizionale e in materia di assistenza giudiziaria.

Egli è così competente per l'emissione del mandato di arresto europeo nei casi indicati dall'art. 28 della legge n. 69/2005; formula, su richiesta della Corte d'Appello, i pareri sull'applicazione di una misura coercitiva nella procedura passiva di consegna di un imputato o condannato all'estero; cura le estradizioni e le rogatorie, la notifica degli atti all'estero e dall'estero, la richiesta di riconoscimento di sentenze straniere penali, etc. Quale rappresentante, nei rapporti esterni, dell'intero Ufficio requirente del distretto, il Procuratore Generale risponde alle interrogazioni e interpellanze Parlamentari, alle richieste del CSM e di altri organi istituzionali e, talvolta, di privati.

Il Procuratore Generale è quindi punto di contatto della Rete giudiziaria europea, il cui scopo è quello di migliorare la cooperazione giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'U.E.

Relativamente al settore civile, il Procuratore Generale è parte necessaria ed interviene in tutte le cause civili in grado di appello per le quali il PM avrebbe potuto iniziare l'azione civile (interdizione ed inabilitazione, separazione e divorzio, affidamento, adozione e azioni relative alla paternità, fallimenti e materia societaria, stato delle persone, etc).

Il Procuratore Generale è membro di diritto del Consiglio Giudiziario, organo elettivo, decentrato rispetto al C.S.M., consultivo rispetto a questioni attinenti l'organizzazione degli uffici, la formazione, le assegnazioni, le promozioni, il mutamento di funzioni, i trasferimenti e le partecipazioni a concorsi ed attività esterne di ciascun magistrato del distretto.

Egli è’ altresì competente a ricevere le istanze per la nomina a vice procuratore onorario.

Il Procuratore Generale dispone della Polizia Giudiziaria dell'intero Distretto. Sorveglia sull'osservanza delle norme relative alla diretta disponibilità della Polizia giudiziaria da parte dell'autorità giudiziaria. Relativamente alle Sezioni di Polizia giudiziaria, istituite presso le Procure, spettano al Procuratore Generale sia il potere di richiedere l'assegnazione alle Sezioni, sia il parere per eventuali allontanamenti e progressioni in carriera. Spetta, invece, al solo Procuratore Generale l'iniziativa per l'eventuale esercizio di azioni disciplinari.

Rilevante è l'attività che il Procuratore Generale svolge quale Funzionario Delegato per la gestione, in sede distrettuale, dei capitoli di bilancio necessari per il funzionamento degli uffici.

Di grande importanza è, infine, l'attività che il Procuratore Generale svolge quale autorità competente ad adottare i provvedimenti necessari ad assicurare la sicurezza interna delle strutture in cui si svolge l’attività giudiziaria oltre a quella di incentivare l'adozione dei provvedimenti da parte del Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Attiene sempre alla sicurezza, questa volta dei magistrati, il compito di predisporre i mezzi richiesti per i magistrati sotto protezione in trasferta nel distretto.

Residuali sono peraltro diverse attività di carattere amministrativo tra cui vanno segnalate: la verifica della regolare tenuta degli albi professionali, con il controllo di tutte le iscrizioni e cancellazioni relative; il controllo sul regolare funzionamento degli uffici del Pubblico Registro Automobilistico.